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IL RISVEGLIO MUSICALE Giocando con la musica Il Risveglio Musicale ha come obiettivo prioritario lo sviluppo congiunto della tecnica e della musicalità. Nell’immaginario comune "fare musica" significa sostanzialmente suonare uno strumento. Ma la pratica musicale non è un obiettivo, bensì la conseguenza logica del lavoro pedagogico: il bambino conosce gli strumenti, ha piacere a manipolarli, combina e organizza i suoni su più strumenti; successivamente interviene la fase in cui il bambino desidera strutturare sequenze più complesse che necessitano di una tecnica particolare; il bambino manifesta inoltre la sua preferenza per uno strumento musicale ben preciso (ma non è detto, né particolarmente importante, che lo faccia sempre). È questo, comunque, il momento per iniziare l’apprendimento strumentale. Ma lo strumento resta ciò che deve sempre essere: uno "strumento", lo strumento della musicalità. Così musicalità e tecnica cresceranno in armonia, la seconda arricchendo la prima in permanenza, la prima non potendo svilupparsi senza la seconda. Al C.I.R.M.A.C. la programmazione didattica, che fa perno sull’incontro di Risveglio Musicale, stimola il bimbo a sperimentare in maniera integrata tutte le attività inerenti la comunicazione ed espressione manipolativo-visiva, sonoro-musicale, mimico-drammatico-teatrale; il "corpo" diventerà così il primo strumento musicale conosciuto, il gioco sarà valorizzato, in tutte le sue forme ed espressioni, il gioco di finzione, di immaginazione e di identificazione, consentendo lo sviluppo della capacità di trasformazione simbolica. Nelle sedute di Risveglio Musicale, tutti gli aspetti della musica sono trattati sotto forma di gioco o d'esercizio-gioco: tecniche d'ascolto, canto, ritmo, storia della musica, conoscenza degli strumenti musicali, delle opere, dei compositori, delle regole, lettura delle note... Il programma tiene conto di tutto ciò che si conosce ad oggi sul funzionamento delle acquisizioni musicali. Un'assidua cura è rivolta agli allievi "giovanissimi" (accogliendo anche persone disabili), dai 18 mesi (corsi per bebè, con la presenza di un genitore), sino alla fascia scolastica ed oltre, comprendendo anche gli adulti. Per noi il bambino è "portatore" di una sua specifica "cultura", derivante dal suo continuo giocare, dalle sue esplorazioni manipolative con i materiali più vari, con i quali costruisce, ritocca, modifica. Per questo motivo il bambino piccolo è un vero "compositore" in fasce. Un percorso armonico, un approccio multidisciplinare Se tutte le forme di espressione "artistica" sono indispensabili per una crescita armoniosa dell’individuo, l’educazione e la pedagogia musicale diventeranno il centro propulsore, il punto di riferimento dell’attività didattica, ma, contemporaneamente, saranno utilizzate e valorizzate anche tutte le altre forme espressive, unificando quindi i diversi linguaggi: voce, movimento, ritmo, suono, disegno, verbalizzazione, canto, racconto, musica, danza. È del tutto chiaro che un’organizzazione didattica di questo tipo risulta particolarmente efficace con soggetti disabili, forse più giustamente qualificati come diversamente abili, dove il dialogo, non di rado, si svolge su basi non verbali, la comunicazione e la comprensione sono spesso frammentarie ed i comportamenti possono essere anche apparentemente illogici. Al contrario sempre, o quasi, molto alto si è rivelato l’interesse di questi ragazzi verso la "musica", intesa nell’accezione più ampia possibile. Sarà poi compito specifico dell’educatore musicale andare ulteriormente a capire (e questo non sempre è possibile con la comunicazione verbale) in che direzione questo "interesse" si situa: nei confronti di un particolare strumento e perché; nei confronti dell’aspetto ritmico, nei confronti di quello melodico; se è direzionato verso un particolare repertorio di musiche o canzoni che il ragazzo conosce e che gli piace cantare, ascoltare, manipolare, ecc. Il nostro lavoro, le nostre ricerche sono indirizzate al servizio della migliore qualità di vita e dello sviluppo armonioso del bambino, al potenziamento delle competenze espressive dei diversamente abili, ma rivolgono anche un’attenzione particolare all’anziano, all’ammalato d’Alzheimer che spesso, proprio grazie alla musica, vive un momento sereno e piacevole della sua giornata. Siamo sostenitori del concetto che ogni individuo deve poter aver accesso alla musica e quindi ai vantaggi che questo apprendimento comporta. Le persone che all’interno del C.I.R.M.A.C. si occupano di questi problemi hanno alle spalle una robusta esperienza educativa e multidisciplinare con l’handicap, e, non ultima come importanza, quella particolarissima sensibilità rivolta alla comprensione del disagio che, unitamente al rispetto e alla tolleranza dell’"altro", rappresentano il bagaglio indispensabile per un positivo intervento riabilitativo.
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